COLAZIONE DA MAIA

cinema, cibo e fuffa in salsa indie

“Vorrei star fermo mentre il mondo va” di Simone Marcuzzi luglio 13, 2010

Filed under: libri,marianna,news — Marianna Martino @ 8:07 am

E’ in tutte le librerie d’Italia il primo romanzo del mio amico, nonché autore di Cosa faccio quando vengo scaricato della Zandegù, di Simone Marcuzzi.

Ha un titolo bellissimo, Vorrei star fermo mentre il mondo va e una copertina splendida, un bel prato verde su cui sdraiarsi. E’ una storia di adolescenza, dubbi, amore e felicità, scritta con talento e che vi consiglio di leggere.

E’ edito da Mondadori ed è un bel salto! Auguro a Simone il meglio e un grandissimo successo!

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the HAIR locker marzo 9, 2010

Felice che abbia vinto The hurt locker, non tanto per il film in sé (che, nonostante sia un film di guerra, mi è piaciuto), non tanto per il tema dell’Iraq, non tanto perché Kathryn Bigelow è la prima donna a vincere l’Oscar come regista, ma proprio soltanto per il fatto che un film indipendente abbia schiacciato Avatar (bellino, per carità, tanti effettucci ma insomma…)!

Infelice che lo stupendissimo A single man di Tom Ford, e di conseguenza il supremo Colin Firth non abbia ottenuto una, secondo me, strameritata statuetta. E’ uno dei film che maggiormente ho amato ultimamente, stregata dalle immagini che paiono quadri e dall’intensità delle interpretazioni.

Mi butto quindi, tra felicità e infelicità, sul gossip: come non lasciarsi sfuggire il capello selvaggio di George Clooney che fa proprio marito sposato da vent’anni, appena alzato dalla pennica sul divano? Scissors needed! Urgently! Eli: fa’ qualcosa per tutte noi!

 

un piano per fuggire marzo 8, 2010

Se non li conoscete, vi consiglio di mettere sull’i-Pod i Nadar Solo, rock band torinese attiva da tre anni, un cd omonimo autoprodotto nel 2008, e un nuovo album uscito a fine gennaio per Massive Arts Records/Self dal titolo Un piano per fuggire. Lo trovate da Feltrinelli e Fnac ma anche su iTunes e in streaming su Rockol.

Rock nel senso più vero della parola, scatenato, potente, divertente, orecchiabile e trascinante in 12 tracce rapide e originali, scritte dal gruppo.
I Nadar Solo son 3: Matteo De Simone, voce e basso; Federico Puttilli, chitarra; Andrea Zanuttini, batteria. Io li ho visti ieri sera, qui a Torino, al Caffè del progresso e sono stati davvero fantastici!

Voi potete sentirli live nelle prime due date del tour: l’11 marzo al Carlito’s Way di Retorbido a Pavia e il 25 marzo allo Spazio 211 a Torino.

Il primo singolo si chiama 7 anni e qua sotto potete godervi il video!

 

6 anni

Ho visto Saltimbanco del Cirque du Soleil sabato sera e avevo 6 anni e tutto era stupore e magia.

 

jónsi marzo 5, 2010

La mia più sfrenata passione musicale da qualche anno a questa parte sono i Sigur Ros, band islandese che fa una musica impossibile, a mio modo di vedere, da classificare e che io a volte chiamo “il canto delle balene”. Fanno venire i brividi, tanto son bravi. Hanno pubblicato 5 album in studio + uno di remix.

Ho avuto occasione di vederli live due volte: a Torino e al Rockwerchter (un festival davvero figo a qualche km da Bruxelles: dura 5 giorni e quest’anno ci sono, come sempre, grandi nomi) ed entrambi gli show erano pazzeschi, coinvolgenti e struggenti.

Quindi, non posso farmi proprio scappare l’esibizione di Jónsi (vero nome Jón þor Birgisson), il cantante dei Sigur Ros che il 5 aprile pubblicherà il suo primo cd solista dal nome Go. Jónsi non è un cantante come tutti gli altri: canta principalmente in falsetto, suona la chitarra con un archetto da violino, veste spesso di piume, va in scena truccato in modi molto teatrali, è gay e cieco da un occhio. Suona da anni (oltre che coi Sigur Ros) anche col suo compagno Alex: i due hanno inciso un cd dal titolo Riceboy sleeps. Ma insieme animano anche un sito ricco di ricette vegetariane, musica e video da loro prodotti.

Jónsi si esibirà il 9 giugno all’Alcatraz di Milano con un live che è un mix di musica, teatro, video sperimentali, arti grafiche e natura. Le preview fanno intuire che sarà qualcosa di innovativo e poetico.

Il primo singolo si chiama Go do e dà una bella carica, in attesa di vederlo live.

 

tutto passa

Non so decidermi, se sia meglio la versione con trash con banda-erborinata e giubbe viola o quella ambiziosa con mega-domino e vernice.

I nuovi video della canzone di This too shall pass degli OK Go, sempre sbalorditivi (e un gradino più su delle loro canzoni, sigh!): uno è con la Notre Dame Marchin’ Band, l’altro è stato girato in un magazzino a due piani a LA, e il protagonista è la Rube Goldberg Machine, un macchinario realizzato con basso budget, sincronizzato con musica e parole e che è stato filmato in piano sequenza. La RGM in questione è stata ideata e costruita, in molti mesi (e direi! guardare per credere!) dalla band stessa (però!) in collaborazione col gruppo Syyn Labs.

E voi quale preferite?

 

sindrome darcy marzo 4, 2010

In questi giorni, ho guardato per la prima volta, una serie della BBC del 1995 a nome “Orgoglio e pregiudizio”.

Il libro l’avevo amato al liceo, ho visto più volte il recente film con Keira Knightley ma questo, con quel bonaccione di Colin Firth, no. Mi sono detta che dovevo rimediare subito e ho fatto bene: che patimento, quali lunghi sospiri, sguardi fuggenti in 6 puntate di vestiti impero rigorosamente bianchi, cuffiette, tube, paesaggi inglesi, padre-madre, invero, sebbene, conforto, bla bla.

Sono una consumatrice accanita di film in costume e commedie romantiche e non so proprio perché in tutti questi anni ho snobbato la serie di Orgoglio e pregiudizio, trasmessa nel 1995 dalla BBC. Persino mia mamma me ne aveva parlato con gli occhi a forma di cuore, dicendo quanto era bello Colin Firth. E su internet ho trovato pletore di donne ormonatissime che descrivevano, come imperdibile, la scena di Darcy che se ne torna a casa con la camicia tutta appiccicata addosso, dopo un bagno nel lago.

La storia è nota fino alla nausea, eppure mi ha tenuta incollata allo schermo per 300 e rotti minuti, a patire le pene dell’inferno con Liz Bennet, a ululare di gioia appena inquadravano anche un mignolo di Firth-Darcy (quale bendidìo!) e a tifare perché l’amore, of course, trionfasse su mille orgogli e mille pregiudizi. E ad analizzare la benedetta scena della camicia e del lago: non nego che Colin Firth riusciva a essere bono oltre ogni limite nonostante la super spixellatura causata dallo streaming. Non vedo l’ora di comprare il dvd per ammirarlo in high definition!

Ma esistono altrove – nei libri, nei film? –, due personaggi più riusciti? Una storia con battute più fulminanti? Cavolo, l’ha scritto quasi duecento anni fa (uscì nel 1813) eppure è incredibilmente attuale e ironico (una sorta di nonna della Kinsella, potremmo dire) e fa palpitare noi pulzelle come e più delle nuove commedie romantiche. E ed attuale anche perché ormai Orgoglio e pregiudizio viene citato ovunque: nei film come Bridget Jones (di nuovo un certo Darcy, di nuovo interpretato da Firth), e in nuovi romanzi come Orgoglio, pregiudizio e zombie di Seth Grahame-Smith (che non riesco davvero a immaginare, ma merletti e cervelli spiaccicati mi paiono un mix molto intrigante! E ne faranno pure un film!).

Diciamolo, siamo tutti/e rimasti affetti da sindrome Darcy!

Chi non vorrebbe trovarselo fuori dalla porta di casa? Magari con la camicia bagnata? Guardate, a me va bene pure con la faccia ebete e il maglione a renna!