A Bruxelles ci siamo arrivati quando è cominciato il mio mal di testa. Che ovviamente, prima di coricarsi nell’hotel riservato dal Comittee of Regions che organizzava il Forum sulla Creatività, è esploso impedendomi a lungo di prendere sonno. Così, non ero proprio fresca come una rosa, il giorno dopo. Ma sono sopravvissuta alle 3 ore e mezza di conferenza sul tema della creatività in Europa (tutto in inglese, quindi la concentrazione doveva essere massima). Quello che invece mi terrorizzava alquanto, era il dover parlare in inglese con questi altri 99 perfetti sconosciuti, giovani, carini, tutti tanto creativi e tutti passati, evidentemente, per le mani di eccellenti insegnanti di inglese. Il pomeriggio di quel lunedì avevamo 2 ore (ben 2 ore) per “interagggggire” tra noi creativi e raccontarci che mizzica ci rende tanto creativi. Io, per esplicare il mio lavoro, mi ero sottoposta a lunghe ore di forbici+colla Pritt, per realizzare un coloratissimo (e più adatto a una bimba di prima elementare) scrapbook con collage di foto di presentazioni, copetine e much more. Infatti, i super-creativi, mi guardavano con pena. E la pena aumentava quando parlavo e cercavo di esprimere i mille pensieri che avevo nella mente. Meno male che una giovane e dolcissima fashion designer belga, mi ha compresa e siamo finite a parlare tanto bene dell’Italia e del disgregamento culturale che la sta attraversando, che una bellissima giornalista bionda ha pensato bene di usare la nostra conversazione come materia per un’intervista. Una video intervista. In inglese. Aiuto!
Superato lo scoglio del village (cioè quelle due ore di calvario anglosassone) io e il fido Marco ci siamo rifugiati in hotel per doccia e riposino, prima di andare al ricevimento in nostro onore (nostro dei talenti, non di me e marco, ci mancherebbe!) all’interno del museo di belle arti di Bruxelles. Tavoli imbanditi di leccornie, milioni di dolcetti pannosi e cioccolatosi da svenire, vino a profusione, arpe e pianoforti a farci da sottofondo, un fuggevole incontro con la Bresso (non era più semplice incontrarla qua a Torino? Mais, non!) e si è finiti tutti a cantare ubriachi Bella Ciao in coro (non la Bresso).
Il giorno dopo tour in bus a vedere scorci architettonici di Bruxelles, conferenza sulla creatività in Belgio, buffet per pranzo, capatina al Parlamento europeo per altre conferenze e via in treno verso Amsterdam (lì, solo vacanza, niente forum), con papaveri multicolor fuori dai finestrini.
Panini, parole, vino, parole, parole, parole, nessun progetto concreto, nessun finanziamento, tante belle facce che non vedrò né sentirò più: la sensazione finale è che abbiano speso migliaia di euro per riunire un gruppo di giovani che ci provano, ma chissà se son davvero talenti/creativi. Migliaia di euro nostri, le nostre brave tasse, per una vacanza di due giorni all-inclusive e molto cool. Quando si riparte?