Resoconto lungo, articolatissimo e spero non noioso della Fiera, come l’ho vista io.
Giorno zero: allestisco con mio papà uno stand vagamente ispirato al film della Coppola, Marie Antoinette, con tulle fucsia, striscione con scritta Zandegù in stile SexPistols, cornicette con foto di croissants e castelli. Sistemo i libri e corro a casa a cambiarmi.
La sera Marco ed io abbiamo accettato l’invito alla cena inaugurale alla Reggia di Venarla con lectio magistralis dello scrittore Aaron Appelfeld, post visita alla reggia. La cena è una cosa assurda: in piedi con una marea vera di cibo stranissimo e super chic mai assaggiato prima, che io e consorte abbranchiamo, come tutti del resto, quasi fossimo reduci da due mesi in Burundi a manioca e banane. Acciughine, gnocchetti, palline dal contenuto inintelligibile, litri di vino ma soprattutto una girandola di cioccolata e torta e frutta da far spavento che io mangio con un’ingordigia da cocainomane in astinenza davanti alla tanto agognata dose. Si conclude con i giochi d’acqua nel giardino della reggia e con un mal di piedi causa tacchi (a cui non sono affatto abituata, stando sempre in ballerine) di quelli davvero memorabili.
Giorno 1, 8 maggio: e vai si parte., con l’aiuto al banchetto di mammà. Si conoscono i vicini di stand, tra i quali l’espositore davvero più giovane d’Italia che proprio mi straccia senza pari: ha sei mesi. E’ un pulcino bellissimo e incredibilmente calmo che si chiama Giuseppe. I suoi genitori Rosa e Marcello sono i boss di Lavieri che pubblica libri illustrati per bimbi e vignette per grandi e la rivista Sud. Accanto a me gli emiliani di BlackVelvet coi loro libri illustrati e graphic novel.
Notevoli gli studenti del liceo, che brillano sempre per la loro particolare intelligenza. “C’hai un cestino?”, mi chiedono a metà pomeriggio tre ragazzotti acneici carichi di bicchieroni vuoti di Coca-Cola e cartacce multiple. “No”, faccio secca io.
Se ‘sti ragazzini comprassero in proporzione ai brufoli che hanno in faccia, sarei ricca.
Rifaccio conoscenza coi tipi di Zero91, coraggiosa casa editrice di recente fondazione che pubblica narrativa varia. Sono simpaticissimi: due Costantino e un Giuseppe con la dolcissima Manuela. Moltissime risate e scambi di consigli tra novelli editori.
Giorno 2, 9 maggio: anche oggi, poca, pochissima gente. Il malumore serpeggia: il primo giorno l’inaugurazione di Napolitano ha lasciato a casa scolaresche e visitatori qualunque timorosi. Oggi è giorno di sciopero di treni e bus, domani, cioè il sabato 10 ci aspetta la manifestazione anti-Israele.
Meno male che amici, scrittori, e giornalisti (grazie a Giusy, Gabriella e Paola e ancora a Marilena e Sara per essersi ricordate di me dopo tanto tempo!) passano a salutare. La7 mi intervista sulla fiera e mi fa parlare del libro di Simone Rossi.
Giorno 3, 10 maggio: si consolidano le risate sguaiate con le argute, bellissime, fortissime ragazze di Cartman, Chiara e Cecilia. La loro casa editrice torinese pubblica saggistica.
Oggi mi aiutano Marco, Marco Prato (che già era stato con me tutto il venerdì, sant’uomo!) e i miei che mi permettono di fare l’unico pasto non a base di panini della Fiera. Nonostante questo, mi sembra l’atmosfera sia fiacca e le lamentele rimbalzano di stand in stand. Mi chiedo come facciano all’Incubatore, dove stanno gli amici di Zero91, e dove avevo trovato asilo io l’anno scorso: quest’anno è perimetrato e circondato da banchetti istituzionali. La polemica porta l’organizzazione a debellare alcune pareti per permettere alla gente di entrare nella struttura per mini editori senza timori.
Giorno 4, 11 maggio: la domenica è un vero carnaio di gente che io e Marco affrontiamo quasi soli, ma moltissimi amici vengono a trovarci. La sera ci si risolleva dalle fatiche con litrate di vino, che ci si scambia tra stand e stand. Da Spartaco in poi, è tutto un bere.
Giorno 5, 12 maggio: l’ultimo. Lo stress fino a sabato sera era enorme, poi mi sono rilassata e ora il pensiero che finisca mi intristisce assai. Gente bellissima, attenta e simpatica. Una mini intervista coi tipi di Booksweb.tv, la tv on line di Alessandra Casella (grazie mille a Zop per l’occasione!). Ragazzine liceali che comprano tutto il banchetto: vi amo! Bevute finali con amici che non si vedevano da tempo, con Giusy che ci ha tanto aiutati nell’organizzazione, con il nostro autore super Schiaragola. Che tristi i saluti con gli scatoloni in mano e gli acquisti dell’ultimo momento, e gli scambi di libri tra editori. Ma speriamo di rivederci presto, in un’altra fiera, magari meno funestata dalla sfiga e con un pubblico meno interessato a venirci solo per pagare 8 euro di biglietto per poi comprare “Oggi cucini tu” che trovi pure (senza obolo d’entrata) all’autogrill.
E ora, vai di ringraziamenti. Il primo ai miei genitori che per due intensi giorni (mamma tre) mi hanno aiutata e sostenuta e coadiuvata nel conteggio dei resti che davo sempre sbagliati… E per tutto quello che fanno giorno per giorno per me, anche se lontani.
Grazie a Ludovica per aver venduto con grande abilità! Sei un mito! Grazie a Marco e Mela per il supporto, e a Marco in particolare per tutto lo standismo e il passaggio!
Grazie ad Antonella (il tuo aiuto nel chiudere baracca, nel bere vino a manetta e nel ghignare è stato insostituibile), a Camilla per il giro e il regalo, a Virginia, a Lorenza, a Ivano, a Matteo BB., a Giulio, ai librai Laura, Stefano e Beppe e al loro futuro lanciatissimo collega Sebastiano, a Daniela per il servizio, a Tommaso Labranca per aver detto che ABCdiario è un gran libro, a Gabriele, a Massimiliano e dolcissima metà, a Giusy e Franco di Biella Intraprendere, a Luca e Carlotta, a Christine, a Noemi e Davide e Marcello, ad Angela e Franco, a Matteo, a Michele, a Davide (grazie per la spilletta ipocondriaca), a tutti gli editori con cui ci siamo scambiati libri (Lavieri, Cartman, Zero91), e chissà quanti altri ne ho lasciati fuori.
Ma i miei due grazie finali vanno a:
Giovanni perché ci hai letteralmente svuotato lo stand! Sei un mito, fossero tutti come te avremmo un Paese meraviglioso e coltissimo! Grazie per aver sostenuto Zandegù e spero che continuerai a farlo. Mi auguro di tutto cuore che i libri ti piacciano e ti divertano e che tu continui a spargere il verbo Zandegù in giro!
E infine, grazie a Marco. Per tutto. Proprio tutto.
E’ finita. E’ stato massacrante. Mi mancherà da morire.